Ultimo giorno di scuola e Costituzione

Ultimo giorno di scuola. Almeno per me, dopo quasi quarant’anni d’insegnamento. Ultimo giorno dedicato, ancora una volta, alla Costituzione. E’ un piccolo regalo che mi sono fatto, dando a me e ai miei studenti l’opportunità di “ripassare” la nostra Carta fondamentale, bella e preziosa, sul piano concettuale e formale, con quelle parole misurate, che la rendono straordinariamente chiara, precisa, aperta a tutti, davvero democratica e “repubblicana” (quanta intelligenza, passione, cultura non ostentata, c’è dentro quelle parole così limpide).

Solo negli ultimi minuti ho confessato ai miei studenti che –per me- era l’ultima ora di lezione ed è scattato un piccolo applauso, il più prezioso della mia vita. Per me la scuola è stata un viaggio bello e stimolante, fatto insieme a tanti studenti, che forse si portano dentro un po’ di “storia e filosofia” che abbiamo percorso insieme.

Per quasi venti anni ho insegnato al Liceo Petrarca, e così ho vissuto un pezzetto della sua storia centenaria, e ho sempre pensato che fosse una sorta di oasi, una nicchia di scuola pubblica che funziona, tra merito ed equità, con tanti docenti che amano il proprio lavoro e che hanno educato i propri studenti alla “cittadinanza” europea (chi non ama e denigra la scuola pubblica italiana vada a vedersi “Detachement” e gli occhi disperati di Adrien Brody).

Noi, invece, siamo stati fortunati. In tutti questi anni ci siamo “divertiti” tra date, filosofi e qualche film.

Adesso vorrei che questi giovani, anche quelli che nel frattempo sono un po’ invecchiati, diventassero prima possibile e davvero “classe dirigente”, con energia, etica, idee ed ideali, dei quali abbiamo disperato bisogno. Per questo vorrei ringraziarli e augurare a loro “buona vita e buon futuro”, senza dimenticare qualche frammento di Epicuro, Guglielmo d’Ockham, Kant, J. S. Mill, Nietzsche, Karl Popper, e tanti altri, che ci hanno aiutato –grazie alla nostra “scuola pubblica”- ad essere un po’ più liberi.

Grazie ragazzi.

fdc