Pulcinella

Siamo il paese di Pulcinella. Lo abbiamo sempre saputo, ma abbiamo fatto finta di niente e ce ne siamo dimenticati. In qualche istante ci siamo illusi di essere il paese di Garibaldi e di Verdi, dei fratelli Rosselli e di Adriano Olivetti, di Rita Levi Montalcini, di Renzo Piano, di Carlo Rubbia. Ma non è vero. Siamo il paese di Pulcinella, o se si vuole di Arlecchino, che serve sempre due padroni. Siamo un paese pieno di “maschere” impietrite dal lifting, che saltellano qua e là, una ne dicono e un’altra ne fanno. Carlo Goldoni ha cercato di farci diventare “personaggi”, persone con idee e passioni, che pensano, amano e soffrono, ma siamo incatenati alla Commedia dell’Arte. E se invece crediamo, grazie a Pirandello e Svevo, di essere diventati moderni e complessi, c’è sempre la politica, o almeno un pezzo della politica italiana, che ci fa ripiombare dentro un mondo di maschere. Il nostro Pulcinella nazionale, in questi ultimi vent’anni, forse ha fatto ridere qualcuno (milioni e milioni), ma ci è costato moltissimo, in termini di tasse, di debiti dovuti allo spread e di discredito internazionale. Nell’ultima settimana, i saltelli di Pulcinella sono stati eccessivi, anche per tanti che lo hanno amato e votato, e la velocità con cui ha cambiato le maschere della rabbia, della lacrima e della serietà, ha reso evidente che sempre di maschere si trattava, dietro le quali non c’è mai il bene pubblico ma sempre e soltanto la propria convenienza, per gabbare il suo pubblico facendo l’ammuina, anche se l’accento milanese è tanto marcato da sembrare una caricatura.

E così, dopo una settimana di insulti e sfiducie, di minacce e tradimenti, che ci sono costati mezzo punto di interessi in più dei debiti che pagheremo nei prossimi dieci anni, alla fine Pulcinella ha detto che aveva scherzato (beato lui) ed ha votato la fiducia al governo che il giorno prima aveva sfiduciato e che sfiducerà dopodomani. Forse qualcuno continuerà a divertirsi e a votarlo, perché, poverino, Pulcinella è una vittima per definizione, perseguitato da giudici e gendarmi (nel caso specifico della Guardia di Finanza). Eppure adesso avremmo bisogno di un po’ di verità, di impegno, rigore e solidarietà. Adesso il giovane, abile ed intelligente Enrico Letta continuerà a soffrire dentro un governo che non sente “suo” (ma neanche nostro), forse proverà di nuovo a raccontare al mondo la favola, che potrebbe essere vera, di un’Italia affidabile, e forse –questa volta- Pulcinella non lo pugnalerà alle spalle ritirando ministri che non sono più “suoi” e una fiducia che forse non serve. Forse. Ma, se al di là dei mille compiti che Enrico Letta si è dato, tutti importanti ed urgenti (lavoro e giovani, innanzi tutto), adesso vuole essere credibile, metta subito mano alla legge elettorale, senza cercare scuse, per eliminare il “porcellum” (memo: inventato da Calderoli e votato, a suo tempo, da Berlusconi, Bossi, Casini e Fini), che il Partito democratico ha sempre criticato e mai davvero provato a cambiare (perché non ha votato la mozione del “suo” deputato Giacchetti, che ha fatto anche lo sciopero della fame?). Adesso non c’è più tempo e non ci sono più scuse. Che il governo duri fin che vuole e può, ma deve restituire subito ai cittadini la loro dignità di elettori. Un’altra maschera divertente ed inquietante, come Beppe Grillo, ha cambiato idea sul “porcellum” e vuole votare e vincere subito. In alternativa propone di reintrodurre delle preferenze, dimenticando o fingendo di non sapere che è il sistema che ha permesso a “er Batam” di raccogliere decine di migliaia di voti e al “divo” Andreotti di tirare a campare politicamente per oltre mezzo secolo. Dimentica o finge di non sapere (possibile che Casaleggio non lo abbia informato) che le preferenze innescano corruzione e voto di scambio, anche con la criminalità organizzata, e fa schizzare i costi (occulti) della politica. Tutto il contrario di quello che sostiene –per molti versi giustamente- il M5S, ma si sa che Pulcinella non parla solo napoletano. La soluzione è a portata di mano: o si recupera il vecchio “mattarellum”, maggioritario con un recupero proporzionale, per il quale ha firmato oltre un milione di cittadini, o si adotta il sistema a doppio turno che funziona alla grande per l’elezione dei sindaci. Cerchiamo, finalmente, di togliere la maschera a Pulcinella e di fare una cosa seria per il bene della democrazia in Italia.

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