Pochi se ne sono accorti, eppure la notizia è clamorosa: D’Alema non è più comunista. Essere comunisti, in Italia, non è mai stato facile (salvo che nelle regioni rosse) perché era un partito severo, quasi monastico, dove le parole e i gesti venivano misurati, spesso repressi, nelle migliori delle ipotesi dall’autocontrollo. Il vecchio Pci da una parte aveva una escatologia che vedeva il fine ultimo della politica nella rivoluzione che avrebbe liberato l’umanità, dall’altra viveva in un presente prudentissimo. I vecchi ripetevano ai giovani, che volevano cambiare il mondo in fretta e furia, stai fermo, stai tranquillo, la storia farà il suo corso e la vittoria, alla fine, arriverà. Nel frattempo, dicevano, “non accettare provocazioni”. (continua…)
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D’Alema non è più comunista
martedì, 11 maggio 2010La beffa della “par condicio”
giovedì, 25 marzo 2010La “soluzione” era abbastanza prevedibile, ma ha il sapore amaro della beffa. In queste ore l’Autorità per le comunicazioni (Agcom) ha multato il TG1 e TG5 per 100.000 euro ciascuno per l’evidente “squilibrio tra Pdl e Pd” (a favore del Pdl) e per la “marginale presenza delle nuove liste”. Ma chi pagherà questa multa per il macroscopico squilibrio informativo nel servizio pubblico (per il TG5 non ci sono problemi, è una televisione privata e il proprietario è particolarmente danaroso)?
Il paradosso della “par concidio”, diventa così manifesto. (continua…)
“Par condicio” patetica
giovedì, 25 marzo 2010Fino a poche settimane fa la “par condicio” era qualcosa sui cui sorridere, da non prendere troppo sul serio, buona per lamentarsi e borbottare senza troppa convinzione. La gran parte degli addetti ai lavori, politici, giornalisti e comici, vivevano la “par condicio” con rassegnato fastidio, nella totale indifferenza del grande pubblico. Poi la politica, in particolare la maggioranza governativa su proposta del radicale Marco Beltrandi, ha perso la pazienza e la Commissione parlamentare di vigilanza –con una decisione senza precedenti- ha deciso di chiudere tutti i programmi di approfondimento giornalistico nel servizio pubblico (Rai). L’Autorità per la comunicazione (Agcom) si è adeguata passivamente estendendo il divieto anche alle emittenti private. A questo punto il grande pubblico se n’è accorto e in parte infastidito (continua…)
Televisione “cattiva maestra”
venerdì, 25 luglio 2008La televisione è brutta, sporca e cattiva, e forse anche peggio: è addirittura stupida. Ci avevano già avvisato dei grandi vecchi come Karl Popper e Papa Giovanni Paolo II. Per Popper la televisione è una “cattiva maestra” e ci vorrebbe una patente per realizzarla. Il giudizio di Giovanni Paolo II, pontefice mediatico per eccellenza, fu ancora più severo: la televisione, oltre ad essere una sorta di “bambinaia elettronica”, diffonde “resoconti distorti o informazioni manipolate sui problemi dell’attualità” (1994). (continua…)


