Altro che teatrino della politica, ormai siamo all’avanspettacolo. Anche la promessa primordiale fatta da Berlusconi, quella di liberarci dalla politica politicante, è stata tradita, mentre i resti di quella che é stata la più ampia maggioranza parlamentare della storia repubblicana sembra risalire in disordine “le valli che aveva disceso con orgogliosa sicurezza”. Ricordate? Due anni fa, dopo aver vinto alla grande le elezioni ed aver indetto il primo Consiglio dei ministri nella Reggia di Caserta, Silvio Berlusconi aveva promesso la rapida soluzione del disastro dei rifiuti a Napoli. Adesso, le stesse terribili immagini invadono i teleschermi nazionali ed internazionali e l’Unione europea, con rammarico e stupore, afferma che “nulla è cambiato dopo due anni”. Evidentemente, dopo che il principale responsabile di allora, il governatore Bassolino, è stato cacciato e il sindaco Jervolino è più inutile che mai, anche il presidente Berlusconi, che due anni fa aveva annunciato il miracolo e che appena un mese fa (28 ottobre 2010) aveva profetizzato con sicurezza “entro tre giorni non ci saranno rifiuti a Napoli”, si è un po’ distratto.
Risultato: l’immagine dell’Italia e di chi la governa, salvo brevi parentesi, da quasi 10 anni, non ispira certo quell’ottimismo che era diventato un mantra governativo quasi obbligatorio.
Vediamo scorrere montagne di rifiuti, crolli di antiche dimore archeologiche, il blasfemo recupero kitch che rimette un pene fasullo a una preziosa statua di Marte, baruffe tra correnti della ex maggioranza (che per violenza e volgarità fanno impallidire quelle abituali nel centrosinistra), ministri che vanno e vengono, intere regioni alluvionate per piogge autunnali un po’ più intense, mentre un problema serissimo, come il rapporto tra camorra, politica e rifiuti in Campania, sollevato dal ministro Carfagna, viene ridotto a una scenata di gelosia. E cosa fa il Governo? invece di affrontare seriamente i mille problemi che ci assillano (lavoro, scuola, ricerca, cultura, impresa, burocrazia, tasse), manda avanti qualche furbetto che cincischia sullo scioglimento di una sola Camera del Parlamento per aggrapparsi a una legislatura ormai allo sbando. Eppure, sarebbe inutile e dannoso tornare a votare con questa legge elettorale “porcata”, che non ha impedito questo disastro ed ha anzi favorito il “mercato delle vacche” in un Parlamento che è stato nominato più che eletto. I sondaggi, per quello che valgono, dicono che l’attuale ex maggioranza potrebbe vincere di nuovo, anche se è minoranza. I sondaggi, per quello che valgono, dicono che l’opposizione, nonostante la crisi della ex maggioranza, perde quasi altrettanti consensi, e sull’argomento riesce solo a balbettare (e così perde altri consensi). Certo, questo Governo mette orgogliosamente in fila i suoi risultati: ha superato la crisi –afferma- meglio di altri paesi ed ha dato colpi durissimi alla criminalità organizzata. Forse il Governo ha le sue ragioni, ma probabilmente sono state le famiglie, sempre più povere lasciate sole da tutti i governi, a reggere il peso maggiore della crisi, ed è più che probabile che siano state la magistratura, violentemente e costantemente denigrata, e le forze dell’ordine, che si sono sentite “pugnalate alle spalle”, a svolgere, nonostante tutto, il loro difficile e coraggioso lavoro al servizio dello stato (di tutti noi).
Intanto il teatrino della politica continua, magari con gli elenchi un po’ stucchevoli di Fini, Bersani, Vendola e Maroni. Certo, per una volta la politica in televisione è stata migliore della politica da avanspettacolo che stiamo vedendo in Parlamento, ma se non ci sarà una svolta e un’impennata d’orgoglio, siamo destinati a una politica a luci rosse, con un folto pubblico pronto ad accorrere e a ridacchiare. E così sarà, se vi pare.
fdc


