Perché Rumiz si meraviglia?

Perché Rumiz si meraviglia? Perché i nostri studenti non dovrebbero essere “così belli”, attenti e curiosi? Forse Rumiz, nel suo pessimismo dell’intelligenza, ha creduto a quello che raccontano della scuola italiana la Gelmini, Tremonti e Berlusconi (anche se a quest’ultimo non interessa questo argomento). La nostra scuola, specie a Trieste, nonostante i tagli governativi, i muri cadenti e i gabinetti rotti, non è un deserto. La nostra scuola è stata denigrata ed umiliata, ma Rumiz non deve meravigliarsi se un centinaio di studenti -grazie all’eccezionalità dell’occupazione- ha avuto il privilegio di godersi la sua lezione su Annibale (l’avessi saputo, sarei accorso anch’io).

La sua lezione è germogliata su un terreno fertile, dissodato da tante lezioni quotidiane impartite da tanti oscuri insegnati che lavorano seriamente con i loro studenti, anche se vengono umiliati, dimenticati o licenziati (almeno i più giovani, che sono “ontologicamente” precari) per “risparmiare” sulla cultura, l’intelligenza dei giovani e il futuro del paese. Non deve nemmeno meravigliare troppo lo “stile” vagamente “asburgico” dell’occupazione. Ricorda quasi al millimetro –me lo sono scritto, per non dimenticarlo, in “disciplinaliquida”- l’occupazione che abbiamo vissuto noi più di 40 anni fa e che è stata una “caserma creativa (…) disciplinata ed ordinata” e quando si concluse la scuola fu “tirata a lucido”, tanto “che non era mai stata così pulita”. Vedo ogni giorno, come tanti altri colleghi, le stesse facce attente, curiose ed intelligenti che ha visto Rumiz. Le ho viste anche durante l’assemblea “straordinaria” che ha deciso l’occupazione. Ho visto una gestione ordinata e democratica dell’assemblea, affollatissima, vivace e rispettosa delle opinioni altrui. Altro che i talk show televisivi dove va in scena il teatrino della politica, quasi sempre urlato ed intollerante (un consiglio didattico agli studenti: guardatevi e “criticate” kantianamente “Videocracy” e “Il corpo delle donne” , per capire la televisione, la politica e il mondo in cui viviamo). Ho visto un’assemblea che discuteva, decideva e mandava a disciplinatamente a votare le classi per le elezioni del Consiglio d’Istituto. Rumiz ha ragione. E’ un piccolo miracolo che nonostante “un paese che taglia le spese su tutto, blocca le supplenze e le gite scolastiche”, mentre trova i soldi per le auto blu (un solo mese di auto blu regionale costa come un intero anno scolastico di viaggi d’istruzione all’estero) e per le scuole private, imbrogliando il dettato costituzionale, ci siano ancora tanti giovani che crescono con curiosità, interesse e passione civile. Ma è un “miracolo” laico, realizzato da persone concrete, frutto del lavoro oscuro di chi non si rassegna, di chi viene marchiato ufficialmente come “fannullone” e continua ad insegnare con passione e per professione (“beruf” direbbe Max Weber). Allora, caro Rumiz, non ci dimentichi, anche quando le occupazioni saranno finite e riprenderà la scuola di tutti giorni, tanto trascurata quanto fondamentale al futuro di tutti noi.

(Ps. Comunicazione di servizio per le classi 2F e 3F del Liceo “Petrarca”: appena le occupazioni si concludono recuperiamo subito le verifiche di Storia e Filosofia…).

fdc

2 Commenti a “Perché Rumiz si meraviglia?”

  1. Giovanni Vianelli scrive:

    Sono il collega Vianelli, filosofia al Nordio. Bellissima risposta. Nei contenuti la stessa risposta a Rumiz che diedi sabato mattina parlando con i miei studenti in un’assemblea.
    Nel tuo caso, esposta veramente molto bene. Ho letto l’articolo domenica sul Piccolo: è stato un piacere leggerlo, e una cosa importante che più in generale le persone l’abbiano potuto leggere, grazie.

    Buon lavoro,

    Giovanni

  2. Franco Del Campo scrive:

    caro giovanni, ti ringrazio.
    è importante ricordare che siamo in tanti (e molti me lo hanno detto) a lavorare con impegno e passione per la nostra scuola, che non è il deserto che ci hanno raccontato.
    ho appena ascoltato un’intervista del presidente ciampi a “parla con me”, il quale -commosso- ha ricordato il ruolo della scuola (pubblica) per il futuro dei giovani, e noi abbiamo il privilegio di dare il nostro contributo.
    grazie anche a rumiz, che ha avuto la possibilità di sorprendersi, di scoprire e di raccontare che i nostri (e suoi) studenti “sono belli”
    fdc

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