Da che parte sto?

Dentro questo caos prolungato è successo qualcosa di nuovo. Adesso si può scegliere da che parte stare, senza barriere di carattere ideologico o di partito. Basta guardare le immagini che la televisione e la rete ci inviano e farsi una domanda facile facile: da che parte sto? Dalla parte di un ministro, che parla di cose che non conosce e che non pratica, come la meritocrazia, o dalla parte dei giovani, quelli che il 22 dicembre 2010 chiedevano un po’ di futuro, più soldi per l’università e la scuola, e sono sfilati pacificamente e ironicamente sulla “tangenziale”, nei quartieri popolari di Roma, tra automobilisti che avrebbero dovuto essere inferociti ed invece sorridevano pazienti ed applaudivano? Da che parte sto? Dalla parte di un vecchio signore, educato, gentile e a suo modo severo, che viene da una tradizione forte e dolorosa, che ha aperto le braccia e le porte del suo palazzo per ascoltare (finalmente) i giovani che vogliono un’Italia migliore e meno ingiusta? O dalla parte di un signore che non si rassegna all’età, molto ricco e potente, che è diventato una sorta di black bloc istituzionale, che insulta la magistratura, minaccia i media e vuole ricorrere alla televisione e alla piazza invece di rassegnarsi alle regole dello stato di diritto? Da che parte sto?

fdc