…invece Murinho è di sinistra e (forse) non lo sa…

José Murinho se ne va, ma a perderci non sarà tanto l’Inter e il calcio italiano, quanto l’intero sistema Italia, perché è l’unico a poter vincere le sfide impossibili che ci attendono. E siccome lo spazio a destra è occupato definitivamente da Silvio Berlusconi, non può che essere il candidato della sinistra. Ma non dovrebbe essere un problema. Murinho, infatti, è un tipico intellettuale di sinistra anche se (forse) non lo sa.

E’ l’unico, in questi ultimi anni, ad essersi opposto con successo a Silvio Berlusconi e ad avergli dato un grande dolore, portando l’Inter –dopo un’astinenza che sembrava interminabile- a vincere tutto quello che era possibile e lasciando il Milan lontano e stordito.

Non ama i nostri giornalisti, quasi come D’Alema.

E’ un po’ arrogante, come quasi tutti gli intellettuali di sinistra.

E’ un “giustizialista”, come dimostra quel suo famoso gesto delle manette, con un evidente richiamo a “mani pulite” e la volontà di mandare tutti in galera (arbitri e guardialinee compresi).

E’ sempre serio ed arrabbiato, come sono i duri e puri di sinistra.

Ha dimostrato di essere un vero “internazionalista” (anche se non si sa se di terza, quarta o quinta generazione) ed ha trasformato un club di miliardari un po’ distratti in un gruppo militante di “compagni” si squadra pronti a sacrificarsi per gli altri.

E’ un “professorino” che ha cercato in tutti i modi di insegnare l’educazione a uno come Balotelli, che solo i più stupidi i trattano alla stregua di un extracomunitario mentre è solo un giovane bresciano, testardo e talentuoso.

Adesso, come quelli di sinistra che se lo possono permettere, vuole abbandonare l’Italia, dove non si sente compreso ed amato abbastanza.

Ha la barba lunga, l’aria sempre sofferta e cita Sartre e Camus, dando un brivido di nostalgia agli over sessanta e settanta di sinistra.

E poi c’è la prova regina: sarà anche bravo, ma è talmente antipatico che non può che essere di sinistra.

Murinho sarebbe una risorsa preziosa per l’Italia. Se la sinistra avesse almeno un po’ di fantasia (quella roba che nel ’68 qualcuno voleva mandare al potere) potrebbe candidarlo praticamente a tutto. Ve lo immaginate al posto di Bersani? Altro che sorrisi e tortellini. Veltroni e D’Alema non si permetterebbero certo di mettere in discussione la sua leadership, e se lo facessero sarebbero sbattuti con un semplice sguardo in qualche isola lontana riservata agli ex famosi, in perfetto stile staliniano.

La sinistra dovrebbe promuove una colletta popolare per raccogliere un ingaggio adeguato (potrebbe bastare una cifra vicina alla buonuscita che la Rai –con i nostri soldi- vuole pagare a Santoro) ed assegnarli una sfida che solo lui può vincere (altro che il Real Madrid…) in un paio d’anni: diventare  segretario del Pd, presidente del Consiglio e subito dopo presidente della Repubblica. Tre titoli su tre. Nemmeno Berlusconi potrebbe resistergli, perché Murinho gli rinfaccerebbe a muso duro di avere “zero tituli” (naturalmente non sarebbe vero, ma nella società dell’immagine chi se ne frega della verità …).

fdc